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Comunicazione e Media
Il CdA ha approvato il bilancio 2009 chiuso con un utile di 215 milioni di euro
5 Marzo 2010

 Comunicato stampa

Il Consiglio di Amministrazione di Italcementi che si è riunito oggi ha preso in esame ed approvato la Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2009.
Gli effetti della grave crisi economica e finanziaria  che ha caratterizzato la congiuntura mondiale 2009 ha determinato per il Gruppo una contrazione dei volumi di vendita in tutti i settori di attività, che è comunque risultata più contenuta nell’ultima parte dell’esercizio. A fronte di una complessiva debolezza dei mercati nei Paesi industrializzati, in alcuni  Paesi emergenti il Gruppo ha invece registrato un incremento di vendite rispetto all’anno precedente.
La diminuzione dei volumi, a fronte di una tenuta media dei prezzi, ha comportato una flessione dei ricavi e dei risultati. I positivi effetti del piano di contenimento dei costi adottato dal Gruppo all’emergere della crisi hanno comunque permesso nel 2009 di  confermare i margini operativi in rapporto al fatturato sui livelli dell’anno precedente (MOL corrente/ricavi 19,4%). Inoltre il forte miglioramento del cash flow dell’attività operativa, sostenuto dalle incisive misure di riduzione del capitale circolante,e minori investimenti finanziari hanno permesso  di migliorare di circa il 10% (259 milioni) la posizione finanziaria netta rispetto al quella di fine 2008.
Le azioni di efficienza intraprese hanno permesso di registrare nel 2009 significativi risparmi di costi variabili e fissi, stimabili in oltre 240 milioni; anche per il 2010 il controllo dei costi e i programmi di efficienza già adottati consentiranno ulteriori riduzioni di spesa, seppure in misura più contenuta.
Nell’intero esercizio 2009 le vendite di cemento e clinker sono state pari a 55,7 milioni di tonnellate (-11,1% a perimetro storico), quelle di inerti a 39,1 milioni di tonnellate (-17,8%) e quelle di calcestruzzo hanno totalizzato 11,2 milioni di metri cubi (-19,2%). Per quanto riguarda le vendite di cemento, a fronte di una riduzione dei volumi più accentuata nei Paesi industrializzati,  Egitto e Cina hanno segnato un significativo incremento mentre il Marocco ha confermato i buoni livelli dell’anno precedente.
Per quanto riguarda i ricavi, la diminuzione dei volumi, unitamente ad una tenuta media dei prezzi, ha portato ad un fatturato consolidato 2009 pari a 5.006,4 milioni, che segna una flessione del 13,3% rispetto al 2008 (-13,6% a parità di perimetro e cambi).
Un incremento dei ricavi è stato registrato in alcuni Paesi emergenti come Egitto, Marocco e Cina.
Anche i risultati di gestione sono stati penalizzati dal rilevante effetto volume, mentre il positivo andamento dei prezzi registrato nella prima parte dell’anno è stato parzialmente eroso nel corso del secondo semestre. Il margine operativo lordo corrente è stato pari a 971,6 milioni (-12,7%) mentre il risultato operativo è stato di 443,0 milioni
(-27,1%), quest’ultimo gravato dalle rettifiche di valore apportate alle attività industriali, principalmente in Tailandia dove è stata ridotta la vita economica residua di alcuni impianti.
Il risultato prima delle imposte è stato di 309,5 milioni (-27,7%), mentre il risultato netto è di 215,3 milioni (-22,2%). Il risultato attribuibile al Gruppo è stato di 71,3 milioni, con una più marcata riduzione (-50,0%) poiché  il buon contributo delle  società con presenza di significativi interessi di minoranza non ha potuto compensare il generalizzato calo dei risultati.
Nel corso dell’esercizio gli investimenti totali sono stati pari a 742,3 milioni, in gran parte destinati ai progetti strategici in Nord America (Martinsburg), Marocco (Ait Baha), India (Yerraguntla) e Italia (Matera), i cui nuovi impianti apporteranno un positivo contributo già nella gestione dell’esercizio 2010.
Grazie alla attenta gestione dei flussi finanziari, ed in particolar modo al severo controllo del fabbisogno di capitale circolante, a fine 2009 l’indebitamento finanziario netto del Gruppo ha registrato una sensibile  riduzione a  2.419,9 milioni, con un miglioramento di  259,4 milioni rispetto ai 2.679,3 milioni di fine 2008, mentre il patrimonio netto si è incrementato a 4.692,2 milioni (4.621,6 milioni a fine 2008). Il gearing (rapporto indebitamento netto / patrimonio netto) era pari al 51,6% (60,8% al 30 giugno 2009 e 58,0% a fine 2008).

Previsioni – In un contesto economico e finanziario che si conferma particolarmente difficile e mutevole a livello globale, con l’eccezione di alcuni importanti Paesi emergenti, il Gruppo proseguirà nel corso del 2010 il programma già definito di contenimento dei costi e di attenta gestione del capitale circolante. L’entrata in funzione di nuovi impianti strategici permetterà di parzialmente compensare, grazie alla maggiore efficienza industriale, l’atteso effetto negativo del fattore volume-prezzi in alcuni mercati in cui opera il Gruppo e del possibile incremento dei costi energetici.
Questa serie di interventi, unitamente ai nuovi progetti di investimento che – seppure in misura più limitata rispetto al 2009 - verranno iniziati nel corso dell’esercizio,  permetteranno al Gruppo, con una struttura ancora più solida ed efficiente, di beneficiare degli effetti della ripresa quando essa si manifesterà.



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