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Vandana Shiva, scienziata
Nota come militante ambientalista e della sostenibilità, vera e propria paladina di uno sviluppo rispettoso delle culture e delle identità locali. Sui temi dello sviluppo ha scritto libri e articoli diffusi a livello mondiale. | Vandana Shiva ha completato il Ph.D. in filosofia della scienza nel 1978. Successivamente ha svolto attività di ricerca presso l’Indian Institute of Bangalore fino al 1982, quando ha creato la Research Foundation for Science, Technology and Natural Resource Policy a Dehra Dun, la sua città natale situata ai piedi dell’Himalaya. Nasce da una famiglia progressista con un grande amore per la natura. Sua madre, formata ad alto livello, sceglie di darsi all’agricoltura nella convinzione che fare i contadini sia il compito più elevato per gli esseri umani. Vandana Shiva è nota in tutta l’India come attivista di movimenti spontanei non violenti. A livello internazionale, è nota come militante ambientalista e della sostenibilità, vera e propria paladina di uno sviluppo rispettoso delle culture e delle identità locali. Sui temi dello sviluppo ha scritto libri e articoli diffusi a livello mondiale.
La sua Fondazione è un network informale di ricercatori che lavorano a supporto delle iniziative ambientaliste delle comunità locali. Shiva vive attualmente a New Dehli ed è autrice di più di 300 articoli pubblicati in riviste tecniche e scientifiche. Negli anni Settanta ha partecipato al movimento non violento Chipko. “Chipko” deriva da una parola che significa “abbracciare”: in pratica una mobilitazione delle donne contadine che hanno espresso la loro protesta abbracciando gli alberi della foresta himalayana per impedirne l’abbattimento. Negli ultimi dieci anni Vandana Shiva ha creato un nuovo movimento, Navdanya, per salvare i semi autoctoni delle colture indiane locali e conservare la biodiversità. Shiva è uno dei leader del Forum Internazionale sulla Globalizzazione (con Jerry Mander, Edward Goldsmith, Ralph Nader e Jeremy Rifkin) e una figura di spicco del movimento per la solidarietà globale. Combatte a favore delle pratiche agricole tradizionali. Nel 1993 ha ricevuto il Right Livelihood Award, considerato il Premio Nobel alternativo, “per aver posto le donne e l’ecologia al centro del dibattito sullo sviluppo”. Nello stesso anno, ha ottenuto anche il Global 500 Award of the United Nations Environment Programme (UNEP) e l’Earth Day International Award of the United Nations (UN) per il suo impegno nella conservazione del pianeta, perseguito dando l’esempio a tutto il mondo.
Italcementi Group ha chiesto l’opinione di Vandana Shiva sul futuro della sostenibilità e, in particolare, sugli aspetti sociali del nostro scenario.
Leggi l'intervista a Vandana Shiva
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| Coltivare e tutelare le diversità non è un lusso per i nostri tempi: è una condizione della nostra sopravvivenza. |
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